– Quale filosofia sta dietro al metodo biodinamico?

Le sue basi teoriche sono da ritrovare nell'Antroposofia di Rudolf Steiner, filosofo austriaco di fine ottocento noto per le sue applicazioni in campo medico, pedagogico (scuole Waldorf), economico, agricolo e artistico. Fu lui a dare le indicazioni su un modo diverso di coltivare in un momento in cui l'agricoltura convenzionale, nata nel 1860, cominciava a produrre i primi disastri (l'apertura della prima fabbrica di concimi fosfo-potassici è del 1855 e la concimazione azotata viene introdotta subito dopo la prima guerra mondiale). Gli animali nutriti con i fieni concimati con prodotti chimici perdevano di fertilità, i terreni diventavano sempre più poveri e la qualità degli alimenti degenerava rapidamente. Era il 1924 e un gruppo di importanti proprietari terrieri della Germania orientale, chiese a Steiner come intervenire sulla vitalità dei terreni. Il risultato fu una serie di conferenze, che oggi sono raccolte nel libro "Impulsi scientifico-spirituali per il progresso dell'agricoltura". Conferenze che non vennero divulgate fino a che ricerche e prove sperimentali su campo non hanno dimostrato che il metodo funzionava.

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